Agosto fiorentino

Firenze d’Agosto è una realtà davvero diversa. Si abbassano le saracinesche, locali che hanno accompagnato la nostra vita per tutto il resto dell’anno sono ora vetrine buie con cartelli che riportano fredde date. Qualcuno cerca di sdrammatizzare con qualche dichiarazione ironica, forse per non infierire troppo su qualche cliente affezionato che quest’anno resterà chiuso tra le grandi mura di questa antica, meravigliosa ma a volte pur piccola e claustrofobica città.

I rumori delle strade non sono più grida e strepiti meccanici in ogni dove, non più  continue frenate, motori ruggenti, sirene e voci dei passanti; sembrano più sibilare qualcosa ogni tanto, concedersi un piccolo momento di vita per poi tornare in un silenzio a cui neanche le mura dei palazzi sono abituati.

Anche i quartieri più storici, quelli che ancora possono dirsi “affollati” da fiorentini, sono svuotati, riempiti durante il giorno dalla densa aria calda e dai turisti che si trascinano da un monumento all’altro muniti di cappelli, bottiglie d’acqua, ombrellini da sole e mappe e guide in ogni tasca; la sera invece, quando un filo d’aria comincia a passare tra le pedane dei pochi pub rimasti aperti, chi è rimasto si concede una birra e due chiacchiere oppure una passeggiata in questa Firenze più intima, sedata.

Alcune zone continuano comunque ad essere accorsate, alcune piazze restano il centro di una ridotta vita serale che sembra non volersi comunque arrendere; ma è strano passare in queste piazze e non riconoscere quasi nessun viso.

L’Agosto fiorentino è un limbo, un momento di vita sospesa, dove ti sembra di rimanere fermo mentre molti intorno a te corrono, viaggiano, diventano iperattivi per qualunque azione; chi rimane sembra restare a guardia della città, a volte annoiato, a volte coccolato dalla sua atmosfera.

Firenze resta una bellissima donna con le sue due facce, te ne innamori ma la odi anche un po’, tenti di scappare via ma poi ti manca, e anche in quei periodi in cui sembra non volerti parlare, chiusa nel suo orgoglioso silenzio, sa darti e toglierti allo stesso tempo. Ma nonostante tutto, anche d’Agosto, nonostante indossi un altro vestito, la riconosci sempre.

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