(S)Oggetti

Oggi è una giornata fredda, sui vetri delle finestre di camera vedo piccoli frammenti ghiacciati che non sembrano avere intenzione di sciogliersi a breve. Qui non c’è neve come pensavano tutti, piove e il vento già annuncia che anche quest’anno sta arrivando un Marzo che tutto vuole meno che darci un po’ di tregua.
Sto aspettando che mi passino a prendere e nel tentativo di riempire quel tempo non così breve per iniziare a prepararsi né abbastanza lungo per fare qualcosa di costruttivo, tra un aggiornamento facebook e una risposta alle mail accumulate, mi è capitato di guardarmi intorno e di fissare gli oggetti sparsi per la stanza.

A volte gli oggetti sono solo oggetti. Altre volte ci vedi qualcosa di più, ascolti quello che raccontano o gli stati d’animo che rappresentano.

La tazza di té tiepido, il tentativo di sbollire l’ultima serata e rimettere in sesto il bruciore di stomaco.
La (fortunatamente) piccola pila di bollette pagate e non pagate, l’ansia per quelle che stai aspettando.
Una custodia da viaggio per cd e dvd, piena dei film e della musica che preferisco, che ha fatto con me migliaia di km in questi anni.
Una videocamera che spunta al lato del monitor, forse il primo passo nel cambiamento che ho fatto quando ancora non sapevo dove mi avrebbe portato.
Un dvd didattico per chitarra sullo stile di Jimi Hendrix buttato malamente vicino ad amplificatore e chitarra, simbolo del mio rapporto di amore e odio con tutto ciò che è didattico in musica.
La mia chitarra preferita, la mia compagna di anni di speranze, chiusa nella custodia sotto il letto, ne ho quasi timore.
La coperta del letto caduta da un lato e le lenzuola ancora dense di odori che ti ricordano chi sei stato in questa settimana…
Una foto di parenti troppo lontani.
Le scarpette da running ancora nella posizione di quando le ho levate dai piedi senza neanche slacciarle, il senso di libertà, il momento in cui conta davvero stare soli e godersi il mondo dando importanza ad ogni singolo respiro.
Felpe impilate l’una sull’altra che mi ricordano di dover aggiustare il cassetto… la mia difficoltà ad aggiustare le cose.
Un buon libro sul comodino, che prima o poi riaprirò e, forse, terminerò di leggere.
Cacciaviti, soldi sparsi, un numero di telefono, qualche biglietto da visita… è tardi, adesso il tempo è davvero breve.

E io devo decidermi a mettere ordine in questa stanza.

Hendrix

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